Acida e antipatica a detta di molti, lei ha soltanto una visione del mondo tutta sua. Polemica e autoironica, ha imparato a non prendersi mai sul serio.
Sembra più piccola per l'età che ha perchè è alta due Big Babol più una Vigorsol ciancicata. Ha dei costanti sbalzi di umore che la portano ad alternare periodi di eccessiva euforia - durante i quali scrive senza sosta e progetta il suo futuro - a stati di inconsolabile spleen. Da due anni, ogni mattina si sveglia incazzata, mood che persiste tutto il giorno per la gioia di chi le sta intorno. Nelle sue vene scorre sangue bianconero, crede che Pavel Nedved sia bello quanto Johnny Depp e ama entrambi con la stessa intensità. Compra Vanity Fair ogni settimana e lo ha elevato a Bibbia personale. Ha detto addio ai suoi capelli boccolosi optando per un liscio più gestibile. E' passata da un pacato laicismo ad un irritato - e irritante - anticlericalismo. Pensa che se suo figlio le dicesse di essere gay non sarebbe un problema: peggio sarebbe se fosse berlusconiano o interista. Tendenzialmente cinica e bastarda dentro, la sua specialità è portare rancore e tramare vendetta. Ha una spietata indole rivoluzionaria, non sta bene al suo posto e vorrebbe cambiare il mondo. Neofita degli anni '60 e '70, rinnega il suo passato da consumatrice di musica commerciale. Sogna di attraversare l'America su un furgoncino hippie e di arredare la sua futura casa in stile un po' bohémien, un po' minimal chic. Il suo sogno proibito è quello di comprare un'opera di arte moderna ad un'asta di Londra o New York. Adora i Peanuts, le All Star, gli scioglilingua, i film di quel fottuto genio che è Tim Burton. Scarlett Johansson, Angelina Jolie e Kate Moss sono le sue icone di stile. Passerebbe ore e ore a sentire Benigni che recita la Commedia. Sa le battute di "Non ci resta che piangere" a memoria. Vorrebbe un giorno da trenta ore per tutto quello che ha da fare: ne passerebbe comunque la metà davanti al suo piccì. E' affetta da onicofagia e da entomofobia. Pensa che se Corona, Paris Hilton e Materazzi hanno scritto un libro, allora lo può fare anche lei. Mentre aspetta di entrare nella classifica Best Sellers, raccoglie su un diario le citazioni e gli aforismi che trova in giro e, siccome sono tanti, li mette su un altro blog.
La vita prima del 2006
Pinkaholic nasce in un insulso paesino della provincia romana alle 23.30 di lunedì 4 marzo, lo stesso giorno di Lucio Dalla e Patsy Kensit - con cui non condivide sostanzialmente nulla - e nell'anno in cui esce Nevermind dei Nirvana e muore Freddie Mercury. Del segno dei pesci, cerca subito di imporre la sua autorità a tre anni, quando unge con la schiuma da barba del papà una tutina che a lei non piace.
Con l'amico immaginario Peter passa metà della sua infanzia, segnata dalla visione de "La valle incantata 1" (si narra che sua madre la sentì piangere e lei rispose "è morta la mamma di Piedino", dove Piedino era un dinosauro) e di "Edward mani di forbice" (la scena in cui Ed buca il materasso ad acqua la spaventa così tanto che si rifiuterà sempre di guardare il film fino a quando non scoprirà il nome dell'attore protagonista, un certo Depp).
La accompagnano, tra gli altri, Mila e Shiro e Holly e Benji, ma tutto questo sport le fa evidentemente male perché, in seguito, proverà una forte indiosincrasia verso qualunque attività preveda sforzo fisico. Per molti anni è convinta che la canzone "Come mai" degli 883 sia cantata da un amico di famiglia e a lei direttamente dedicata.
Impara a leggere prima del tempo grazie al papà che la tiene sulle gambe mentre legge il Corriere dello Sport. All'asilo si annoia e le maestre, alla recita di Natale, invece di farla ballare le affidano il ruolo di presentatrice.
Intanto prende una cotta per il suo cuginetto e, siccome la cosa è ricambiata, i due progettano di costruirsi una casa insieme nell'orto di nonno.
Il cartone "Kiss me Licia" è quello che la segnerà fino all'adolescenza: si ritroverà infatti a sognare di incontrare il suo principe azzurro in un giorno di pioggia sbattendo contro lui con l'ombrello.
Brava in italiano, assente un giorno a scuola si perde la lezione sulle divisioni e nonostante gli sforzi della maestra di matematica capisce che lei con i numeri non andrà mai d'accordo. Ipotesi che poi verrà confermata al liceo, con l’odiatissima Baldracca.
A otto anni è un perfetto legante che fa tornare insieme i suoi genitori, che decidono di trasferirsi in una casa nuova: finalmente avrà una camera solo per lei in cui passerà lunghi pomeriggi in solitudine. Figlia unica, gelosa e possessiva, se i suoi genitori accennano all'idea di un fratellino lei scoppia a piangere.
Agli esami di quinta elementare comincia a mostrare, inconsapevolmente, i primi segni di schieramento politico: mente tutta la classe vuole ripetere la prima Guerra Mondiale, lei è l'unica a parlare della Rivoluzione Russa.
Poi il miracolo: un giorno, stufa di usare il phon, lascia i capelli al vento e compaiono i ricci. Il cambio di look segnerà l'inizio della sua adolescenza irrequieta.
In terza media viene costretta dalla professoressa a partecipare ad un concorso letterario in cui si classificherà prima nella sua categoria recensendo “L’amico ritrovato”. L'odiosa nomina di secchiona viene suo malgrado riconfermata. In gita scolastica vede Berlino e se ne innamora.
Quindi comincia ad allontanarsi dalla chiesa e dalla religione, mai stata presente in maniera costante nella sua vita. In continuo conflitto con i suoi genitori, coglie sempre l'occasione per ricordare che a 18 andrà via da casa. Compie l'errore di iscriversi al liceo classico. Tra una versione di latino e una di greco non trova mai il tempo per uscire, perché a dire la verità non ne ha voglia.
Un pomeriggio di marzo, navigando in Internet, fa la scoperta dei blog: decide di aprirne uno lei stessa per raccogliere "pensieri e parole confuse" e nomina Stregatto suo santo protettore.